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“Dicono che l’amore non abbia né limiti né confini che nemmeno la morte può dividere ciò che è nato per stare insieme. Sarà davvero così?"Questi erano i pensieri di Chichi ,giovane diciottenne  studentessa  di uno dei più facoltosi licei delle città alle prese con uno di quei dilemmi che durante tutta l’adolescenza sembrano essere di vitale importanza .
Chi è stato adolescente o chi invece lo è ancora può capirlo perfettamente. Ad ogni modo non riusciva a capacitarsi del fatto che fino a qualche giorno fa questo pensiero non le fosse mai passato per la mente, mentre adesso era davvero un problema fisso. Ovviamente guardare le amiche con i propri ragazzi non l’ aiutava proprio per niente …
“Accidenti a te Bulma  perché devi parlare sempre di te e Vegeta ?Grazie a te mi sono accorta di essere l’unica a non avere un ragazzo!Che nervi!          

“Scusa tesoro ma il fatto è che da quando io e Vegeta stiamo insieme non riesco a pensare ad altro .Perdonami sono proprio un’egoista”

Chichi mortificata le rispose:“Scusami tu invece ,purtroppo ultimamente sono diventata suscettibile e il fatto che adesso dedichi più tempo a lui che a me non può certo rallegrarmi”si affrettò a spiegare la giovane.

Erano le 8 e 20 quando finalmente le due amiche decisero di varcare il cancello della scuola per andare in classe . Chichi ringraziava il cielo per i momenti come questi in cui accanto a lei non era seduto nessuno … non era proprio giornata e come se non bastasse il tempo fuori non prometteva nulla di buono .Era appena cominciata la lezione di greco quando dalla porta entrò un ragazzo tutto scarmigliato per il ritardo e che tenatava invano di scusarsi di fronte al professore. Chichi sulle prime non lo aveva degnato neppure di uno sguardo tanto era cupo il suo stato d’animo. Tuttavia non appena sentì spostare la sedia accanto alla propria fu costretta suo malgrado a voltarsi  verso quest’ultimo.
“Perfetto con tutti i posti liberi che c’erano proprio qui dovevi sederti ?”pensò tra se infastidita e mugugnando, ma non appena si voltò verso la sua direzione, ciò che vide di fianco a lei non le dispiacque affatto . Doveva trattarsi di un ragazzo molto atletico a giudicare dai muscoli che lasciava trasparire l’attillata maglia nera e ,all’apparenza, dallo sguardo simpatico, ciononostante la cosa che la colpì maggiormente furono proprio i suoi capelli neri spettinati  che sarebbero stati ridicoli su chiunque altro non fosse stato lui Le scappò un risolino dopo quella considerazione. Mentre la ragazza analizzava nei dettagli il nuovo arrivato,quello faceva altrettanto: aveva di fronte a sé una ragazza dalla corporatura non troppo esile che possedeva i più bei occhi castani che avesse mai visto incorniciati da folte ciglia nere e sovrastate da eleganti sopracciglia ad ali di gabbiano .I suoi capelli erano una cascata d’oro nero che al sole rivelava timidi riflessi cremisi e che in quel momento erano lasciati liberi sulle spalle. Con molta dolcezza, dopo essersi destato dal suo stato di bell’imbambolato le si presentò. Le disse di chiamarsi Goku e di essersi appena trasferito da una cittadina vicina .Chichi di rimando , estasiata dal modo di parlare del giovane, si presentò a sua volta .Forse la giornata aveva preso una piega diversa da come aveva immaginatooblema fisso. Ovviamente guardare le amiche con i propri ragazzi non l’ aiutava proprio per niente …“Dicono che l’amore non abbia né limiti né confini che nemmeno la morte può dividere ciò che è nato per stare insieme. Sarà davvero così?"Questi erano i pensieri di Chichi ,giovane diciottenne  studentessa  di uno dei più facoltosi licei delle città alle prese con uno di quei dilemmi che durante tutta l’adolescenza sembrano essere di vitale importanza .
Chi è stato adolescente o chi invece lo è ancora può capirlo perfettamente. Ad ogni modo non riusciva a capacitarsi del fatto che fino a qualche giorno fa questo pensiero non le fosse mai passato per la mente, mentre adesso era davvero un problema fisso. Ovviamente guardare le amiche con i propri ragazzi non l’ aiutava proprio per niente …
“Accidenti a te Bulma  perché devi parlare sempre di te e Vegeta ?Grazie a te mi sono accorta di essere l’unica a non avere un ragazzo!Che nervi!          

“Scusa tesoro ma il fatto è che da quando io e Vegeta stiamo insieme non riesco a pensare ad altro .Perdonami sono proprio un’egoista”

Chichi mortificata le rispose:“Scusami tu invece ,purtroppo ultimamente sono diventata suscettibile e il fatto che adesso dedichi più tempo a lui che a me non può certo rallegrarmi”si affrettò a spiegare la giovane.

Erano le 8 e 20 quando finalmente le due amiche decisero di varcare il cancello della scuola per andare in classe . Chichi ringraziava il cielo per i momenti come questi in cui accanto a lei non era seduto nessuno … non era proprio giornata e come se non bastasse il tempo fuori non prometteva nulla di buono .Era appena cominciata la lezione di greco quando dalla porta entrò un ragazzo tutto scarmigliato per il ritardo e che tenatava invano di scusarsi di fronte al professore. Chichi sulle prime non lo aveva degnato neppure di uno sguardo tanto era cupo il suo stato d’animo. Tuttavia non appena sentì spostare la sedia accanto alla propria fu costretta suo malgrado a voltarsi  verso quest’ultimo.
“Perfetto con tutti i posti liberi che c’erano proprio qui dovevi sederti ?”pensò tra se infastidita e mugugnando, ma non appena si voltò verso la sua direzione, ciò che vide di fianco a lei non le dispiacque affatto . Doveva trattarsi di un ragazzo molto atletico a giudicare dai muscoli che lasciava trasparire l’attillata maglia nera e ,all’apparenza, dallo sguardo simpatico, ciononostante la cosa che la colpì maggiormente furono proprio i suoi capelli neri spettinati  che sarebbero stati ridicoli su chiunque altro non fosse stato lui Le scappò un risolino dopo quella considerazione. Mentre la ragazza analizzava nei dettagli il nuovo arrivato,quello faceva altrettanto: aveva di fronte a sé una ragazza dalla corporatura non troppo esile che possedeva i più bei occhi castani che avesse mai visto incorniciati da folte ciglia nere e sovrastate da eleganti sopracciglia ad ali di gabbiano .I suoi capelli erano una cascata d’oro nero che al sole rivelava timidi riflessi cremisi e che in quel momento erano lasciati liberi sulle spalle. Con molta dolcezza, dopo essersi destato dal suo stato di bell’imbambolato le si presentò. Le disse di chiamarsi Goku e di essersi appena trasferito da una cittadina vicina .Chichi di rimando , estasiata dal modo di parlare del giovane, si presentò a sua volta .Forse la giornata aveva preso una piega diversa da come aveva immaginato.

Racconto appartenente a: EFP

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